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Al lavoro con i robot

Oggi una fabbrica non è più un insieme di macchine messe in sequenza per svolgere un lavoro, ma è un vero e proprio organismo robotico autosufficiente, che richiede anche un nuovo approccio nella progettazione.

I robot: i lavoratori del futuro

Perciò gli ingegneri industriali usano sofisticati software, in grado di modellare in 3D il futuro impianto e di animare i movimenti dei robot per verificare che non interferiscano tra loro, sfruttando al meglio tutti gli spazi e ottimizzando i tempi di lavorazione. Esistono esempi di isole di produzione attrezzate con 10-15 robot in grado di verniciare un’auto o di assemblarne gli interni in meno di un minuto. Rispetto alla velocità supersonica di questi impianti robotizzati, alcuni robot moderni come Baxter sono lenti e c’è chi dubita che robot del genere possano diffondersi nelle fabbriche di domani. E’ certo però che uomini e macchine lavoreranno sempre più vicini.

Frida e Dual-Arm: i robot umanoidi

Al Politecnico di Milano, insieme ad altre università e imprese, per esempio, è stato sviluppato un robot operaio umanoide di nome Frida. Tra i sistemi testati su Frida c’è un algoritmo in grado di interpretare le informazioni fornite dai sensori di movimento e da un sistema di visione artificiale che registra il passaggio di tutti gli addetti. L’algoritmo è in grado di costruirsi un’esperienza e, quindi, di prevedere gli spostamenti delle persone con alto grado di precisione. In questo modo Frida sa ciò che fanno le persone nelle sue vicinanze e ne prevede i movimenti, regolando, di conseguenza, i propri. Quando percepisce una persona, per esempio, Frida adotta movimenti modellati su quelli umani e rallenta la velocità. Così è più facile capire che cosa farà la macchina.

Frida ha anche un innovativo sistema di programmazione, per il quale non occorrono grandi conoscenze informatiche: le si può insegnare come eseguire un compito disegnando sul computer di bordo un diagramma di flusso, con i passi che la macchina deve compiere in sequenza o semplicemente dicendo al robot che cosa deve fare. Frida memorizza il movimento da compiere dopo una volta che l’ha eseguito. Ed è anche capace di correggersi per rendere più precisa l’esecuzione. Un passo ancora più avanti di Frida è il Dual-Arm Robot di Epson. Dotato di due braccia e di un sofisticato sistema di di visione questo robot è capace di evitare contatti pericolosi con gli uomini.

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