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Quale effetto avrà il riscaldamento globale sulle nostre scorte alimentari?

Quasi tutti non tendiamo a preoccuparci di quanto sia vulnerabile il settore delle derrate alimentari finché qualcosa non va storto. Condizioni meteorologiche estreme in parti del mondo anche molto lontane, come un’ondata di calore in Texas, possono far salire vertiginosamente il prezzo di un prodotto base quale il mais. Per questo, la ricerca dedicata agli effetti dei cambiamenti climatici sui raccolti futuri assume un’importanza sempre maggiore.

Perchè aumentano i prezzi delle derrate alimentari?

Alcuni anni fa, nella calura soffocante della foresta pluviale amazzonica, molte persone hanno avuto modo di assistere a un episodio particolarmente emblematico, con ricadute sulla rete alimentare internazionale. Gigantesche navi cargo transoceaniche risalivano il fiume per andare a prelevare partite di soia: questo legume, coltivato in terreni un tempo invasi dalla vagetazione, attraversa l’Atlantico per essere poi trasformato in uno degli ingredienti dei mangimi per pollame. L’anno prima, la siccità aveva danneggiato i raccolti, e le quotazioni della soia erano improvvisamente schizzale verso l’alto, con conseguenze anche sul prezzo della carne di pollo europea.

Poi, un giorno, al porto di Belfast (uno dei punti di arrivo della derrata), le persone hanno visto attraccare un cargo di soia brasiliana e hanno capito che gli effetti negativi dei periodi di siccità in Amazzonia non si limitano alla scarsità di prodotto: la mancanza di pioggia, infatti, fa anche abbassare il livello del fiume, che diventa difficilmente navigabile per grandi natanti a pieno carico. Se le navi hanno le stive mezze vuote, aumentano i costi di trasporto, con conseguenze immaginabili sul prezzo della soia e su tutto l’indotto.

Un futuro in bilico

Più in generale, le nostre nozioni di base di biologia potrebbero far pensare che un aumento dei livelli atmosferici di CO2, sia positivo per le colture: dopotutto, i produttori la pompano artificialmente nelle serre. In effetti, in certe regioni, alcune coltivazioni potrebbero beneficiarne nel giro di alcuni anni, e i produttori più flessibili potrebbero intravedere rapidamente nuove opportunità. Ma per la maggior parte, i prodotti orticoli soffrono l’aumento eccessivo delle temperature, e la scarsità delle riserve di acqua.

Secondo la Commissione Intergovemativa dell’ONU sui Cambiamenti Climatici, un ulteriore surriscaldamento determinerà una riduzione globale delle rese agricole, con una particolare concentrazione del rischio nella seconda metà del secolo. Grazie ai commerci internazionali, oggi il cibo è diventato più economico, ma la sua disponibilità è più aleatoria: gli effetti dei cambiamenti climatici vanno molto oltre il riscaldamento ambientale. Ecco qualcosa su cui riflettere, la prossima volta che daremo per scontalo il cibo che è in tavola…

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